Select your language

La riunione di venticinque studenti e tre professori per la prima Scuola Estiva della Specola Vaticana (VOSS) nel giugno del 1986, fu il risultato di una lungimirante idea di Padre Martin McCarthy, SJ, alla fine dell’estate di due anni prima. Era sera a castel Gandolfo. Aveva già preparato tutto per partire la mattina successiva verso l’aeroporto di Fiumicino, da dove avrebbe preso un volo per Washington D.C., e passeggiava sulla grande terrazza in cima al Palazzo Pontificio. Rifletteva sul fatto che lui e gli altri astronomi erano già in stretto contatto con i loro colleghi, ma si chiedeva che cosa l’Osservatorio potesse fare per la generazione più giovane di astronomi, per aiutarli a crescere nella loro carriera. Certo! Organizzare una scuola estiva per studenti ai primi anni di specializzazione, selezionati in tutto il mondo, senza alcuna considerazione per la religione o la sua assenza, ma semplicemente desiderosi di aiutare giovani dotati e appassionati di astronomia ad avere successo. Martin elaborò l’idea durante la notte e ne parlò con il Direttore, Padre George Coyne SJ, che lo accompagnò in auto all’aeroporto ed era anch’egli profondamente appassionato di educazione… e così nacque la VOSS.

La prima VOSS ebbe un’atmosfera meravigliosamente pionieristica. I docenti dovevano essere studiosi di grande reputazione scientifica, sia per garantire l’elevata qualità dei corsi, sia perché le lettere di raccomandazione che avrebbero scritto in seguito per gli studenti avessero un peso significativo. Così Martin, in qualità di Dean della scuola, chiese ai suoi amici David Latham e Vera Rubin di coprire rispettivamente i campi delle stelle e delle galassie. Vera, che, come donna, aveva dovuto superare notevoli difficoltà nella sua brillante carriera, insistette affinché tra gli studenti selezionati vi fosse un’alta percentuale di giovani donne. Martin e David accettarono subito questa proposta, così come George, che della Scuola era Direttore generale. L’altro principio guida della selezione era dare particolare attenzione agli studenti provenienti dai Paesi in via di sviluppo, affinché potessero creare legami solidi con i docenti e con gli altri studenti, costruendo relazioni che li aiutassero poi a trovare posti di dottorato e postdoc nei dipartimenti di astronomia dei Paesi industrializzati. Entrambi questi criteri, senza alcun pregiudizio imposto, salvo quello di non accettare più di due studenti dallo stesso Paese, consentivano l’inserimento nella lista finale degli ammessi.

Poiché “solo lavoro e niente svago rendono Jack e Jill persone noiose”, George fece in modo che durante la scuola non mancassero le attività extra-accademiche. Ogni sabato era prevista un’escursione nell’Italia culturale, comprese le spiagge, e nel fine settimana centrale tutti si recarono a Firenze per un soggiorno di due notti. La parte “scolastica” di quel viaggio comprendeva la visita all’Osservatorio Nazionale di Arcetri, sulle colline sopra la città, e al Museo di Storia della Scienza, senza dimenticare di vedere l’esposizione del dito di Galileo. Il pranzo per tutti veniva preparato da due Fratelli gesuiti, John (Hollywood, SJ) e “Juice” (Lemon, SJ), tra mille sfide culinarie; quando c’era bisogno di attendere un po’ prima del pasto, si poteva godere della splendida vista sul Lago Albano dalla terrazza del palazzo, continuando a chiacchierare davanti a un bicchiere di vino. George si assicurava che ogni studente vivesse al meglio quelle quattro settimane. Faceva persino delle incursioni serali in biblioteca per radunare gli studenti troppo zelanti e portarli a fare una “pausa gelato” nella piazza, prima che i bar chiudessero.

La VOSS fu volutamente resa più lunga rispetto ad altre scuole estive di astronomia. La magia della sua formula pionieristica ha funzionato negli anni, facendo incontrare studenti provenienti da nazioni diverse che, dopo un mese insieme, ripartivano come colleghi e amici sinceri, pronti ad aiutarsi nella vita e nella carriera. Quarant’anni dopo la prima VOSS, un illustre ex allievo ha scritto, inviando una fotografia che conservava della Scuola del 1986: “Sono ricordi meravigliosi, eravamo così giovani!”

Christopher Corbally, SJ

  • Sabato 9 maggio la rubrica del TG2 "Mizar" ha dedicato un servizio alla Specola Vaticana, con un'intervista a Padre Gabriele Gionti e un racconto delle attività scientifiche dell'Osservatorio della Santa Sede.
     
    Il servizio ha ripercorso la storia della Specola Vaticana, dalle sue origini fino alle...
  • Lunedì 11 maggio i membri della Vatican Observatory Foundation hanno partecipato all'Udienza con Papa Leone XIV, vivendo un momento di incontro e condivisione profondamente  alla missione della Specola Vaticana.
     
    Nel suo discorso, il Santo Padre ha espresso gratitudine per il sostegno che la Fondazione...
  • Il 19 maggio Papa Leone XIV ha fatto visita per la seconda volta alla Specola Vaticana di Castel Gandolfo. La precedente visita risale al 20 luglio scorso, in occasione del 56° anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna, un evento che la comunità scientifica e la Chiesa hanno ricordato come...

  • From 31 August to 4 September 2026, the Vatican Observatory will host the SHARP f2f Meeting at its headquarters in Castel Gandolfo.

    The meeting will bring together researchers from several international institutions for a week of scientific discussion and collaboration.

    Read more: SHARP f2f meeting 2026

  • "Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia" (Mt 2,10)

    Dal 28 al 30 agosto 2026 la Specola Vaticana organizza nella propria sede di Castel Gandolfo la seconda edizione del workshop Spiritualità e Astronomia. La tre giorni vuole essere un’occasione di riflessione spirituale, formazione...

  • L’asteroide (688117) Omizzolo, scoperto il 21 aprile 2012 dagli astronomi K. Černis e R.P. Boyle presso l’Osservatorio sul Monte Graham in Arizona, è stato dedicato a Don Alessandro Omizzolo, sacerdote, astronomo e membro della Specola Vaticana.

    Nato nel 1956, Don Omizzolo ha dedicato la sua...