Asteroidi intitolati a Papa Leone XIII e ad astronomi vari

La Specola Vaticana è lieta di annunciare che quattro asteroidi sono stati intitolati a importanti figure nella storia dell’Osservatorio, tra cui Papa Leone XIII, che rifondò la Specola nel 1891. I nomi sono stati recentemente annunciati nel bollettino WGSBN (V.6 n.4) dell’Unione Astronomica Internazionale. Tutti e quattro gli asteroidi sono stati scoperti dall’astronomo lituano Kazimieras Černis e dall’astronomo della Specola Vaticana P. Richard Boyle, S.J, utilizzando il Vatican Advanced Technology Telescope (VATT), situato sul Monte Graham in Arizona. Si tratta di “(858334) Gioacchinopecci”, “(836955) Lais”, (836275) Pietromaffi” e “(688696) Bertiau”.

“(858334) Gioacchinopecci” rende omaggio a Papa Leone XIII (1810-1903), battezzato Gioacchino Vincenzo Raffaele Luigi Pecci. Papa Leone XIII ristabilì la Specola Vaticana dopo la perdita dei territori pontifici e delle strutture astronomiche di grande rilievo in essi presenti (in particolare l’osservatorio di P. Angelo Secchi, S.J., situato sopra la Chiesa di Sant’Ignazio a Roma). Fotografie del Vaticano nei primi anni del XX secolo mostrano le cupole dei telescopi dell’osservatorio sopra le mura vaticane e la “Torre dei Venti”. Negli anni ’30, a causa dell’illuminazione elettrica che rendeva più luminoso il cielo notturno su Roma, i telescopi furono trasferiti nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, a sud di Roma. Le loro cupole sono ancora oggi visibili da chilometri di distanza. L’ulteriore aumento dell’illuminazione del cielo romano portò alla costruzione del VATT, sul buio Monte Graham, negli anni ’90.

Papa Leone scrisse, nel Motu Proprio “Ut Mysticam” del 1891 che istituiva la Specola Vaticana, che l’Osservatorio avrebbe aiutato a mostrare al mondo che l’atteggiamento attuale e storico della Chiesa verso la “vera e solida scienza” era (contrariamente a quanto affermavano i detrattori) quello di “abbracciarla, incoraggiarla e promuoverla con la massima dedizione possibile”. In particolare, la Specola avrebbe contribuito a promuovere “una scienza nobilissima che, più di ogni altra disciplina umana, eleva lo spirito dei mortali alla contemplazione degli eventi celesti”. Le cupole visibili sopra le mura vaticane e a Castel Gandolfo hanno svolto questo ruolo in modo diretto e accessibile a tutti, mentre l’attività scientifica della Specola lo ha esercitato a beneficio della comunità degli studiosi.

Esistono anche altri asteroidi intitolati a papi. “(560974) Ugoboncompagni” onora Papa Gregorio XII per il suo lavoro nella riforma del calendario. Anche questo è stato scoperto con il VATT. Papa Benedetto XVI ha “(8661) Ratzinger”, nome assegnato dall’astronomo Lutz Schmadel nel 2000.

Il processo che porta all’assegnazione dei nomi agli asteroidi è gestito dal Working Group for Small Body Nomenclature (WGSBN) dell’Unione Astronomica Internazionale. Gli asteroidi ricevono una designazione provvisoria al momento della scoperta, basata sulla data di osservazione. Quando l’orbita di un asteroide è determinata con sufficiente precisione e la sua traiettoria futura può essere prevista in modo affidabile, gli viene assegnato un numero permanente. Attualmente, circa 850.000 dei circa 1,3 milioni di asteroidi conosciuti hanno ricevuto un numero permanente. Solo dopo aver ricevuto questo numero gli scopritori possono proporre un nome definitivo per sostituire la designazione provvisoria. Il nome proposto viene esaminato dal Working Group e deve rispettare specifiche linee guida. Una volta approvato, l’asteroide è conosciuto con il suo nome ufficiale, scritto come “(numero) Nome”.

Così, “(836955) Lais” è intitolato a Giuseppe Lais (1845-1921), sacerdote oratoriano e astronomo italiano che fu vicedirettore della Specola per trent’anni. Fu coinvolto nel progetto internazionale “Carte du Ciel” (“Mappa del Cielo”), un atlante fotografico stellare dei primi del XX secolo. “(836275) Pietromaffi” onora il Cardinale Pietro Maffi (1858-1931), Arcivescovo di Pisa, che fu Presidente della Specola dal 1904 fino alla sua morte nel 1931. Fu lui a raccomandare che la Specola fosse affidata alla Compagnia di Gesù per garantire elevati standard di ricerca. I Gesuiti gestiscono la Specola ancora oggi. “(688696) Bertiau” è intitolato a Florent Constant Bertiau (1919-1995), astronomo gesuita belga. Egli fondò il Centro di Calcolo della Specola nel 1965, fu pioniere nell’analisi computerizzata dei dati e guidò importanti ricerche sulla distribuzione delle stelle nella nostra galassia, la Via Lattea, e sull’ “inquinamento luminoso”, come quello che costrinse agli spostamenti dei telescopi della Specola.

La scoperta di questi quattro asteroidi e la loro intitolazione da parte dei membri della Specola Vaticana proseguono l’intento di Papa Leone XIII di sostenere la scienza e di mostrare al mondo e alla Chiesa che fede e scienza possono camminare insieme.

"Ritratto di Papa Leone XIII, realizzato da Braun et Die, 1878."

Ritratto di Papa Leone XIII, realizzato da Braun et Die, 1878.

Una fotografia del 1924 del Vaticano mostra le cupole dei telescopi della Specola Vaticana (due delle quali sono cerchiate nell’ingrandimento in basso)

Una fotografia del 1924 del Vaticano mostra le cupole dei telescopi della Specola Vaticana (due delle quali sono cerchiate nell’ingrandimento in basso)

Papa Paolo VI inaugura il Centro di Calcolo della Specola Vaticana, dotato di un computer IBM 1620, nel 1965. A parlare con il Papa è Padre Bertiau.

Papa Paolo VI inaugura il Centro di Calcolo della Specola Vaticana, dotato di un computer IBM 1620, nel 1965. A parlare con il Papa è Padre Bertiau.

 

LA SPECOLA VATICANA PRESENTA L’ANNUAL REPORT 2025.

È disponibile online l’ultimo Annual Report della Specola Vaticana.

Il documento presenta una sintesi delle principali attività svolte nel corso dell’anno, tra ricerca scientifica, formazione e divulgazione, offrendo uno sguardo aggiornato sul lavoro della Specola.

Il file pdf è disponibile qui sotto per la consultazione e il download.

La Specola Vaticana raccontata a TGR Leonardo

La Specola Vaticana, unico organismo scientifico della Santa Sede, è protagonista  di un servizio trasmesso dalla RAI all’interno del programma TGR Leonardo. Il servizio presenta il Direttore, Padre Richard D’Souza SJ, e illustra le principali attività dell’Osservatorio, dall’osservazione delle galassie alla ricerca alla ricerca su intelligenza artificiale e cambiamento climatico. Un’occasione per scoprire come scienza e fede possano camminare insieme attraverso lo studio dell’Universo.

 

L'universo come luogo d'incontro tra scienza e fede - TGR Leonardo

Viaggio dentro la Specola Vaticana, l'unico ente scientifico della Santa Sede.
Da sempre vocato all'osservazione del cielo.

Tra Stelle e Tempeste: La Scienza d'Eccellenza della Specola Vaticana

Dalle profondità del Big Bang ai campioni di asteroidi della NASA, i 14 religiosi scienziati della Specola Vaticana uniscono fede e ricerca tecnologica tra le sedi di Castel Gandolfo e l'Arizona (telescopio VATT).

☄️ Missione Bennu: Misurare gli Asteroidi senza Contaminarli

Il laboratorio meteoriti della Specola custodisce una delle collezioni più importanti al mondo con oltre 1.200 frammenti.
Fratel Robert J. Macke, responsabile del laboratorio, ha progettato per la NASA un dispositivo rivoluzionario: un picnometro a gas azoto. Questo strumento permette di misurare densità e porosità dei campioni (come quelli prelevati dall'asteroide Bennu dalla missione OSIRIS-REx) senza contaminarli, garantendo l'integrità scientifica del reperto.

🌌 Ai Confini dell’Universo: Materia Oscura e Big Bang

La ricerca si spinge fino ai primi istanti del cosmo. Come spiega il vice direttore Padre Gabriele Gionti, i team si dividono tra:

  • Fotometria e Spettroscopia: studio delle stelle vicine e analisi della luce.
  • Cosmologia e Gravità Quantistica: per capire il funzionamento della gravità a scale sub-atomiche.
  • L’enigma del 95%: Il cosmologo Don Matteo Galaverni indaga la materia e l'energia oscura analizzando la radiazione cosmica di fondo (la "prima luce" dopo il Big Bang). In collaborazione con l'INAF, studia come la polarizzazione di questa luce, vecchia di 13 miliardi di anni, possa rivelare la natura profonda dell'universo.

⛈️ Previsioni Meteo di Precisione: Il Modello WRF

Non solo spazio profondo, ma anche cura del territorio. La Specola utilizza tecnologie di ultima generazione per la meteorologia quotidiana. Padre Christoforus Bayu Risanto spiega l'uso del modello WRF (Weather Research and Forecasting): un sistema che fonde modelli atmosferici e dati osservativi locali per simulare con estremo dettaglio fenomeni come nevicate, forti venti e temporali su scala regionale.

Nel servizio, le interviste con:

Fratello Robert Macke SJ - astrofisico 
Padre Gabriele Gionti - vice direttore Specola Vaticana                    
Don Matteo Galaverni - cosmologo
Padre Christoforus Bayu Risanto - meteorologo 

 

La storia del Carte du Ciel

Un documentario affascinante che illumina la storia del telescopio Carte du Ciel, custodito presso le Cupole Barberini della Specola Vaticana, simbolo di un’ambiziosa impresa astronomica tra fine 1887 e fino a 1952. 
Questo strumento storico fu cruciale per la Carte du Ciel, un’iniziativa internazionale per mappare fotograficamente l’intero cielo stellare. Coinvolse numerosi osservatori nel mondo in una collaborazione pionieristica, catturando posizioni e luminosità di milioni di stelle.
Il film utilizza filmati originali, archivi e interviste a vari membri della Specola Vaticana per narrare questa epopea scientifica. Offre uno sguardo sul dialogo tra Chiesa Cattolica e scienza moderna, evidenziando come il Vaticano abbia sostenuto la ricerca astronomica.
Realizzato con la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana, il documentario mira a valorizzare questo patrimonio e diffondere la storia dell’astronomia a un pubblico ampio.

Specola Vaticana
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e.mail: staff@specola.va

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